STORIE ZEN

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Storie zen e loro commenti

Né acqua ne luna

L’illuminazione accade all’improvviso non avviene per gradi: un giorno non c’è il giorno dopo è lì e non si sa cosa la determini.

l’illuminazione è il tutto, mentre la mente è capace di comprendere solo in parte poiché la mente è abile a dividere non a unire.

Questo è quello che succedeva a Chiyono una monaca che aveva studiato per anni.

La storia della nostra Monaca Chyono era la storia di una ragazza bellissima, talmente bella che nessun monastero la accettava e di conseguenza riceveva offerta di principi e uomini ricchissimi che la volevano sposare, ma lei si rifiutava voleva dedicarsi alla al Divino.

Tanti monaci continuavano a non volerla in convento, per la sua bellezza, e ritenevano che turbasse i monaci per la sua bellezza.

Lei prese la decisione di deturparsi il viso, in modo che potesse essere accettata in un convento.

Una volta in convento per anni aveva studiato qualsiasi libro, aveva studiato meditazione come arrivare all’illuminazione.

Aveva studiato testi sacri, conosceva tecniche di meditazione, ma non era arrivata mai a conseguire l’illuminazione

Quando i cattolici proclamano: “Dio è amore”, è vero ma puoi conoscere tutto dell’amore però se non lo provi.

Chiyono raccoglieva informazioni, osserva, studiava, praticava la meditazione, però non trovava mai la via la per illuminarsi.

Il suo percorso era quello di tanti, che cercano la via che li possa condurre a aprire la porta della stanza dell’illuminazione, ma non si rendono conto, che cercano di entrare in una stanza, passando attraverso il muro.

Infatti nessuno deve trovare l’illuminazione, ma devi essere l’illuminazione, ovvero diventare un essere illuminato.

Se ti rivolgi sempre all’esterno puoi raccogliere informazioni, ma, come si direbbe oggi, non esiste un tutorial, ne lo si può costruire, poiché è inutile cercare di capire, rimarrai sempre per quanto ti impegni in superfice.

L’unica via per cercare di essere illuminato è rivolgersi verso l’interno cioè alla sorgente, e la tua sorgente chi può conoscerla meglio di te stesso?

Questo è l’unico insegnamento vero che un maestro può consegnarti: diventare tutt’uno con te stesso con la tua sorgente.

Si racconta che quando Budda mori lo lasciarono sul letto, per alcune ore in modo che tutti potessero rendergli omaggio.

Un suo devoto in lacrime esclamò: “Fammi trovare la forza di essere come te” e si narra che lui si risvegliò dicendo; “No non devi essere come me. Tu devi essere te stesso perché se cerchi di imitare qualcun altro sarai sempre sul bordo rimarrai sempre in superficie”

La prima cosa che ci viene da chiedere è cosa cambia con l’illuminazione? ufficialmente nulla…cambia il tuo modo di vedere le cose, se prima dell’illuminazione tu sei puntato verso l’esterno, e ti orienti a mettere a fuoco ciò che succede all’esterno una volta che l’illuminazione accade metti a fuoco ciò che è dentro di te.

È una conversione non nel senso cristiano del termine, con cui intendiamo l’uomo che cambia religione, o altresì il cattivo che diventa buono, qui invece per conversione si intende una svolta verso l’interno verso te stesso.

Una volta che è avvenuto ciò che è fuori di te non rappresenta nulla, puoi essere in prigione, povero, ricco, non ti importa nulla.

Non è un punto a cui tu devi arrivare da fuori.

Così Chyono studiando per anni cercava le risposte all’esterno, forse da un maestro da un testo di religione o da un testo filosofico. Li le risposte per ciò che accade dentro di te non le troverai mai al massimo puoi trovare una metodologia per entrare in connnessione te stesso.

La monaca Chiyono Studiò per anni, ma non fu capace di trovare l’illuminazione.

Una notte stava portando un vecchio secchio pieno d’acqua.

Il “Vecchio secchio pieno d’acqua ” è quello che stiamo portando tutti noi: un secchio pesante ripieno delle nostre vecchie convinzioni.

Quel secchio è esattamente come la tua mente, che ti propone sempre vecchie convinzioni che ormai ti porti dietro con te come un fardello.

Che cos’è la meditazione? nient’altro che un metodo per lavare la mente: attraverso la naturalizzazione della mente, tu vedi quella che è la realtà, che è lì ma tu non la vedi perché la tua mente continua sempre a porre dei filtri.

Ogni volta che ascolti o vedi qualcosa la tua mente filtra.

La mente non può comprendere l’illuminazione, l’illuminazione è un tutto,la mente divide, e non può comprendere un esistenza senza condizionamenti e vecchi preconcetti.

Ciò che vedi lo vedi a seconda delle lenti, che la tua mente ti fornisce per vedere la realtà cosi come ciò che senti lo senti a seconda dell’apparecchio acustico che adotta la tua mente.

L’uso di uno strumento artificiale come le droghe, forniscono uno shock momentaneo alla tua mente per un poco la tua mente sarà un po’ meno schiavizzata ma sarà un effetto momentaneo.

 La tua mente sarà capace piano piano di adattarsi, a qualsiasi cosa anche alle droghe.

Poi accade l’incidente

Improvvisamente,

la canna di bambù

che sorreggeva il secchio,

si ruppe,

e il secchio cadde a terra.

Ciò che succede alla Monaca Chyono succede a tutti noi: portiamo questo secchio pesante finché questo secchio si rompe anche perché troppo attenti al secchio, non abbiamo curato la corda di bambù che lo sosteneva la corda con cui lo stiamo portando.

Questo secchio è una metafora: non è altro che il contenitore, pieno di pensieri inutili.

Cosa te ne fai dei tuoi pensieri che ti hanno condizionato, portato ansia, fatto vedere la vita in un certo modi? probabilmente per seguirli hai scartato delle persone, persone che magari potevano essere frequentate da un te stesso, senza pregiudizi e magari da queste frequentazioni potevi provare piacere.

I pensieri nella maggior parte dei casi provocano ansia, è la meditazione che piano piano apre gli occhi. Il non pensare rende liberi, il pensiero forma preconcetti.

L’osservare semplicemente senza pregiudizi è ciò che ti trasforma

Il secchio rappresenta tutti quei pensieri di cui tu continui a preoccuparti, e a cui tieni moltissimo perché li ritieni il tuo bagaglio prezioso, ma se si rompe il meccanismo che cosa succederà dei tuoi pensieri?

Forse solo allora capirai che senza questi pensieri, puoi vivere lo stesso benissimo quel modo di pensare non è affatto prezioso

I tuoi pensieri sono talmente nocivi che se non ci fossero i sogni a effettuare la catarsi dei tuoi pensieri, impazziresti.

Quando accade l’incidente e raggiunge questo stato di non pensiero, molte persone si comportano come un uccello che è stato in gabbia tutta la vita, gli hanno aperto la porta della gabbia, ma lui non vuole uscire: la gabbia durante la sua vita ha costruito la sua protezione lo ha fatto stare al caldo.

L’infinito spaventa, il finito ciò che conosci è quello a cui sei abituato, e non ti fa temere nulla.

La nostra Monaca guardava la luna riflessa nell’acqua del secchio che portava.

L’acqua fuggì via,

il riflesso della luna scomparve

e Chiyono diventò illuminata.

E questo succede a tutti noi godiamo non della visione diretta della luna, ma di ciò che è riflesso nello specchio d’acqua.

Non può essere altrimenti guardare la luna è troppo difficile, è meglio guardare attraverso lo specchio dei tuoi pensieri.

È probabile che tutto ciò che vedi sia solo un riflesso dei tuoi sensi, dei tuoi pensieri deformato dai tuoi stessi preconcetti.

Improvvisamente si spacca la canna di bambù e tutto va in pezzi.

Accade l’incidente e l’illuminazione è un sempre un incidente, ovvero un qualcosa che non è possibile controllare, proprio perché arriva all’improvviso.

Se si potesse controllare illuminazione, questa non sarebbe che un trucco della tua mente.

Infatti se si potesse, partirebbe un’altra programmazione accade domani o dopodomani allora oggi faccio altro o magari faccio per l’ultima volta ciò che non potrei fare dopo, e l’illuminazione non arriverebbe mai veramente.

Accade così a tutti, anche al Buddha, fino a un momento prima c’era il principe Gautama a un certo punto il principe non c’era più, non c’era più il marito di sua moglie, non c’era il principe neppure il padre di suo figlio.

All’improvviso esisteva soltanto il Buddha, che era una persona completamente diversa da quelle di prima.

L’incidente può avvenire nella vita di tutti, l’importante è fare in modo che si sia predisposti per capire quando hai l’occasione che porta alla tua trasformazione e cogliere l’opportunità dell’illuminazione.

Con la meditazione cercando di fare una vita, rivolta verso l’interno capirai quando un imprevisto può essere una occasione di trasformazione

Per tante persone l’incidente è una maledizione, poiché si soffermano su cosa hanno perso

Questo comportamento è tipico delle persone, che non vedono semplicemente perché voltati da una altra parte e per costoro quando arriva l’opportunità dell’illuminazione non è possibile coglierla, proprio perché sono voltati da una altra parte e non hanno intenzione di girarsi a vedere ciò che accade.

Sì l’illuminazione dicevamo è un incidente che nessuno può causare, e pertanto non è possibile avere stato ansiogeno per aspettarlo, arriva all’improvviso quando meno te lo aspetti.

E poi all’improvviso il secchio d’acqua rompendosi fece scomparire il bellissimo riflesso della luna e lei non si rammarica per l’incidente,e finalmente guarda l’originale, ovvero  la luna in cielo ed è lì che avvenuta la rottura.

La rottura con tutto ciò che era stata la sua esistenza fino a quel momento Chiyono fu illuminata.

e scrisse questi versi:

in un modo e nell’altro

ho cercato di sorreggere il secchio

sperando che il debole bambù

non si sarebbe mai spezzato.

Improvvisamente il sostegno si è rotto.

Non più acqua,

non più luna nell’acqua

il vuoto nelle mie mani.

Finalmente vedeva le cose nel loro stato reale e non attraverso il riflesso della sua mente, attraverso i suoi preconcetti.

A lei è accaduto così se qualcuno cercasse di imitarla, applicherebbe nient’altro che un rituale vuoto che sicuramente non funziona.

 E’ interessante capire ciò che lei scrive dopo la sua illuminazione.

Chyono afferma che in un modo o nell’altro ha sempre cercato di sorreggere il secchio, ovvero di non abbandonare la mente, convinta che non si potesse fare altrimenti

Infatti tutti noi siamo legati, al nostro modo di pensare anche perché siamo sicuri che il nostro schema mentale regga sempre.

Ma lo sappiamo la mente è molto debole come una canna di bambù.

Succede in quel momento, che scompare tutto il contenuto del secchio; l’acqua scompare il secchio non c’è più e c’è solo il vuoto.

In tutti i Buddha accade il fenomeno che è accaduto a Chyono: ovvero hanno osservato il vuoto che si crea all’improvviso, e da quel vuoto che trovi nelle tue mani nasce un seme e da quel seme rapidamente sboccia un grande albero, “Se incontri il Buddha sul tuo cammino uccidilo immediatamente”

Si dice che chi ha pronunciato questa frase l’abbia detta al mattino ai suoi discepoli, e la sera stessa adorava il Buddha esprimendo verso la sua statua un amore e una gratitudine immensa.

I suoi allievi gli chiesero come mai esprimeva questo comportamento contradditorio e lui rispose

Lo amo proprio perché lui vuole che io lo uccida e questa è una forma immensa di amore, non vuole che io sia dipendente da lui che mi attacchi a lui e preferisce essere ucciso piuttosto che essere una barriera alla mia realizzazione finale.

Con l’illuminazione c’è il vuoto nelle tue mani non c’è più nulla non ci sei più neanche tu entri in uno stato di non mente di non essenza.

Solo quando tu non ci sei più, allora sei diventato la sorgente, e questo è il momento di grande beatitudine. Il momento in cui diventi eterno, momento che non ha mai fine, l’eternità è così

La vita scorrerà non riesci a essere triste ad avere dispiacere o a sentirti frustrato, poiché tu sei il vuoto.

Non sei più lì, il vuoto non può avere delle aspettative, e il vuoto che tu sei diventato non può desiderare nulla. Sei solo La beatitudine assoluta

Shakespeare in Amleto scrive quel famosissimo verso “Essere o non essere”, Chyono scopre di non essere, da quel momento in cui aveva visto del vuoto nelle sue mani.

Da quel momento lei diventa beatitudine assoluta.