Storia zen di ANGULIMALA

Storia zen su l’energia

L’energia

L’energia Se ce l’hai devi assolutamente usarla  in maniera  creativa. Puoi ballare danzare dipingere.. Se ciò non avviene la tua energia non scompare,  ci sarà sempre e si inacidisce, diventa un veleno.Se la tua creatività non trasforma quell’energia quella stessa energia, anziché darti entusiasmo,e positività, ti porterà distruzione…Se troverai qualcosa che ti piace veramente fare in quella energia potrai perderti e sarà un piacere costruire la tua vita basandoti sui frutti che produrrà la tua energia.Altrimenti, la tua energia rimarrà inespressa e si manifesterà in modi orribili: Ovvero la rabbia la violenza l’aggressività.Un’energia non espressa può portare anche a uccidere il prossimo e poi non uscirai più da questi modi tortuosi in cui la tua energia ti ha portato

Si racconta che un giorno il Buddha, arrivò all’inizio di una strada, dove vi era uno sbarramento di guardie che controllavano, che nessuno si mettesse in cammino su quella via.

Quando Buddha chiese, come mai non volevano che nessuno percorresse quella strada, loro gli risposero, che alla fine della strada dietro le colline, abitava Angulimala.

Angulimala era noto per essere un grande assassino. Il suo nome significava ” colui che indossa una collana di dita umane “.

Quest’uomo, infatti, aveva fatto il voto di uccidere 1000 persone, e a ognuno gli prendeva un dito e si era costruito una collana con le dita dei morti. Era arrivato a 999 ne mancava uno.

E quel dito, che veniva desiderato da tanto tempo,  non lo aveva trovato perché nessuno voleva passare più di lì.

Per questo le guardie cercarono di dissuadere Buddha a passare.

Per convincerlo ulteriormente aggiunsero, che anche il re stesso non aveva più il coraggio di percorrere quella strada, e lo informarono che l’unica persona che  passava, fino a poco tempo prima, era la madre di  Angulimala , ma adesso neanche lei perché Angulimala, durante l’ultima visita  gli aveva detto: “anche se sei mia madre la prossima volta non tornerai più indietro. Ormai nessuno passa più di qua ho 999 dita nella mia collana e ho assolutamente bisogno dell’ultimo dito. E se verrai la prossima volta ti ucciderò anche se sei mia madre.

Perciò le guardie visto che il Buddha non si convinceva gli chiesero direttamente:” perchè vuoi passare di qua? perché mettere in gioco la tua preziosa vita per un pazzo criminale?”

La risposta del Buddha ,come molte delle sue risposte spiazzò sia le guardie sia i seguaci che lo seguivano.

Infatti egli disse:” Ma se non ci vado io chi ci andrà mai? qui le possibilità sono due: O io cambierò lui, e non posso lasciarmi sfuggire quest’occasione, oppure gli darò l’ultimo dito che lui cerca disperatamente, in modo da soddisfare il suo desiderio.

Non cercate di trattenermi perché l’unica cosa certa è che io un giorno morirò.

Prima o poi quando morirò metterete il mio corpo su una pira e lo brucerete.

Tanto vale farlo subito e dare un po’ di pace a questa mente tormentata. Dare il mio dito e la mia testa ad Angulimala sarà almeno di qualche utilità”.

Per cui vincendo la resistenza delle guardie anche dei suoi seguaci, passò oltre le guardie del ré e si avviò verso la casa di Angulimala

E prima di avviarsi concluse: “o lui ucciderà me oppure io ucciderò lui, così oggi accadrà semplicemente un omicidio, succede nella storia di tutti i giorni fin da quando è cominciata l’umanità”.

Man mano che lui si avvicinava alla casa di questo assassino, i suoi seguaci, pian piano rallentavano il passo e lo lasciavano andare si distanziavano da lui, avevano un misto di paura e curiosità… capivano che Buddha era talmente sicuro di sé e volevano vedere ciò che succedeva, ma da lontano.

Finché Buddha arrivò al cospetto di Angulimala.

Man mano che si avvicinava, quest’uomo che sorrideva pacificamente radioso, Angulimala cominciava a sentire per la prima volta in vita sua, compassione,e tenerezza verso quest’uomo e gli dispiaceva ucciderlo.

Così si parò davanti al Buddha con la sua spada sguainata e esclamò con voce forte:” Tu non sai chi sono, fermati, io sto per ucciderti! “ la risposta di Buddha fu: “io lo so chi sei ma tu lo sai veramente chi sei?”

 Angulimala replicò: “La tua non è una domanda sensata, poiché visto che sai chi sono, sai per certo che la tua vita sta per finire.”

Budda replicò “Guarda che anche la tua vita è veramente in pericolo”

Angulimala rispose:  “Ho capito, sei un pazzo, sai chi sono sto per ucciderti sei completamente sereno  e continui a avanzare, e dici che la mia vita è in pericolo quando io ho la spada e tu sei disarmato”

Infatti il Buddha andava sempre più verso di lui, ormai lo toccava con le mani e toccava la sua spada.

 Angulimala non aveva mai conosciuto, un uomo che non fosse impaurito davanti a lui. Non aveva mai conosciuto un uomo che al suo cospetto non pensa alla morte, non lo supplica, non piange non ha paura, in altre parole non aveva mai conosciuto un uomo che lo amasse veramente, come stava facendo il Buddha in quel momento.

Angulimala per la prima volta brandiva si la spada ma aveva le mani tremanti.

Fu a questo punto Budda spiegò le sue intenzioni: “Vedi la mia vita è stata utile vorrei che lo fosse anche la mia morte per cui prendi pure la mia vita”

Dopo una pausa Budda proseguì: “Non dovrebbe essere difficile, tu sei un brigante tanto temuto anche dai potenti, so che hanno paura di te nonostante siano circondati da guerrieri, Io sono un povero mendicante.

Angulimala rispose con tono rabbioso: “Se è ciò che vuoi prenderò la tua vita!” anche se dentro di lui risuonava la frase “non so perché ma ti avrei risparmiato volentieri” Angulimala stava alzando la spada quando il Budda Lo fermò: “Credo che tu non possa negarmi l’ultimo desiderio del condannato, lo si concede a tutti”

“Vorrei un ramo dell’albero che è alle tue spalle, è fiorito e quei fiori non li vedrò mai più, ne sentirò mai più il loro profumo, voglio vederlo da vicino e sentir la fragranza di quei fiori per l’ultima volta.

 Angulimala, con la sua spada tagliò un ramo fiorito dall’albero e lo portò a Budda dicendogli “Ho pensato fin dall’inizio che eri pazzo, adesso lo so con certezza: stai per morire e vuoi un ramo dell’albero”

Ma Budda replicò:

“Questa era solo una parte del desiderio adesso riattacca il ramo all’albero…”

Angulimala era così sorpreso da questa nuova richiesta di Budda..

Non riuscì a dir altro che: “Confermo che sei pazzo, nessuno può riattaccare a un albero un ramo che è stato tagliato…

Ma Budda dopo un breve silenzio gli fornì una spiegazione:

“Se tu non sei in grado di attaccarlo,vuole dire che non sei in grado di creare la vita e paertanto non hai nessun diritto di dare la morte, non ti pare ?ricordati a distruggere sono capaci tutti persino i bambini. Anche un bambino, può tagliare questo albero ma solo un maestro lo può riattaccare…. Angulimala mi deludi se non sai rattaccare un semplice ramo a un albero.

Mi domando , che cosa avrai fatto delle tante vite umane che hai interrotto?

Seguirono momenti di silenzio in cui Angulimala guardava Budda sempre sorridente, negli occhi.

In quel silenzio  avvenne la trasformazione e Angulimala disse a Buddha:

“Non so che tu sia, Non so dove vieni, ma ti prego portami in quello spazio in cui vivi tu e lì che voglio stare, non voglio più avere contatti con questa mia vita.”

Dopo aver esclamato queste parole  Angulimala cadde ai piedi del Budda piangendo.

Dopo poco avevano tutti i suoi seguaci e gli chiesero cosa era successo, e con la massima semplicità Budda affermò:

“Vi avevo detto che oggi si sarebbe compiuto un omicidio. Angulimala è morto sta per nascere un mio sanyasin”

Immediatamente si sollevarono un insieme di voci concitate: erano i seguaci del Budda che, erano scandalizzati esclamavano frasi quali :” No per carità” “È un assassino non puoi farlo! non puoi iniziarlo!”

Buddha, gli chiese di abbassare le voci e spiego loro quali erano le sue intenzioni: “Voi non capite… Io amo quest’uomo e ho bisogno di persone così: fino adesso lui si è messo da solo contro il mondo intero, ha vissuto da solo nella più completa solitudine. Fino a oggi ha combattuto contro il mondo intero con la sua spada, da oggi combatterà ma non con rabbia che lo acceca, ma con la consapevolezza, la spada non gli serve più e per questo anche in maniera inconsapevole l’ha buttata via.  È il momento per far nascere un nuovo uomo.

Lo so, È vero ha ucciso nella sua vita, ma chi sono io per giudicarlo?