LA QUESTIONE MORALE IN IDV UN ANNO DOPO

Ricordo una dichiarazione scosse tutti coloro che militavano nell’idv:

“Il mio non è un attacco personale a Di Pietro e neanche una corsa alla leadership del partito: tuttavia la questione morale all’interno dell’Idv rimane ed è pesante come un macigno.Aggiungendo poi che

” la questione morale c’è e riguarda la credibilità della classe dirigente dell’Idv”

La dichiarazione riportata sul Corriere era del futuro sindaco di NapolI Luigi De Magistris e avveniva dopo che 3 deputati idv avevano, con il loro voto, cambiato le sorti del malandato governo Berlusconi facendo si che il governo dei nani e delle ballerine durasse ancora 10 mesi.

Personalmente ricordo una riunione svoltasi nel mese di gennaio nellla nuova sede provinciale idv , successivamente mai inaugurata, in cui si condannarono le parole di De Magistris, anzi gli si buttò la croce addosso( a cominciare dal responsabile Giovani a cui si diceva che De magistris doveva fare campagna elettorale….)

La motivazione principale consistette nel bollare le parole del futuro sindaco come un richiamo all’onestà dei nostri amministratori.

Dal fondo della sala Gabriele Basilico, veterano del partito idv, Bolognese tentò tentò di spiegare vista la sua esperienza in anni di militanza idv, che la questione morale, era altro dal mariuolo che si intasca i soldi per comprare i gioielli all’amante, ma non gli fu concessa parola( Crudele destino del povero Basilico viene sempre recuperato per chiudere liste elettorali o per fare banchetti)

A distanza di una anno dalla dichiarazione di De Magistris ci si può chiedere che cosa è cambiato???

Nulla anzi si è constatato, che proprio qui nella nostra regione, vi sono vari aspetti che sollevano e riportano a galla la questione morale, non basata sul furto o appropriazione indebita, ma su le competenze degli amministratori che idv va a scegliere

Faccio tre esempi sotto gli occhi di tutti

Esempio n1: vi sembra giusto inserire persone che vivono in altra regione, e che non sanno nulla delle ns realtà locali, nei consigli di amministrazione di partecipate della regione?

Esempio n. 2 non sarebbe giusto monitorare l’operato di un assessore e sostituirlo quando i cittadini di quel comune dicono che un assessore idv nominato da 2 anni non conosce minimamente il territorio e le esigenze dello stesso territorio

Esempio n. 3 non sarebbe giusto chiedersi come mai un vicepresidente del consiglio della regione, quando deve esercitare il suo ruolo dopo vari mesi, abbia bisogno di una funzionaria della regione in qualità di suggeritore, poichè evidentemente lo stesso, dopo mesi dalla sua elezione non conosce il regolamento?

La cosa ancora più tragica è Che dopo tali esempi sconcertanti Il presidente Di PIETRO a Bologna NEGA L’esigenza a questo punto assoluta, di primarie per scegliere I CANDIDATI, in liste bloccate quali quelle per camera e senato stante l’atuale legge elettorale o i listini del presidente per la regione..( se non erro ha affermato che non è la base del partito a scegliere i candidati ma gruppi dirigenti locali…

A questo punto non resta che condividere un noto titolo di un pezzo di Travaglio che recitava

CI PISCIANO IN TESTA E CI DICONO CHE PIOVE

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