Pubblico dal blog di Antonio Amorosi un testo che mi sembra interessante anche se non condivido il paragone tra Boriani e Il Nefasto LAssini
Lontano dai riflettori si sta consumando in queste ore il caso Lassini alla bolognese (il candidato della PDL di Milano che ancora prima di essere eletto si è dovuto dimettere per i manifesti contro la magistratura): Filippo Boriani già ben noto alla cittadinanza perchè eletto consigliere comunale per due mandati amministrativi (1990, 1995 come riporta il sito del Comune di Bologna e altri siti) avrebbe dichiarato al Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo, di cui fa parte ( e non si capisce come!), di averne svolto solo uno. Ciò gli ha permesso di poter essere inserito nella lista per il consiglio comunale delle prossime elezioni del 15/16 maggio nonostante la mancanza dei requisiti.
Se il movimento Grillo non candida politici di professione non si capisce come abbia potuto candidare Filippo Boriani che è stato uno dei fondatori dell’Ulivo di Bologna e del Partito dei Verdi (iscritto e militante dal 1985 al 2009). Secondo le regole di Beppe Grillo “Ogni candidato non dovrà avere assolto in precedenza più di un mandato elettorale, a livello centrale o locale, a prescindere dalla circoscrizione nella quale presenta la propria candidatura”. Tradotto: non bisogna aver svolto due mandati, come Filippo Boriani, tanto meno candidarsi per farne un terzo. Boriani risultava ancora due anni fa iscritto al partito dei Verdi di Bologna e i due mandati li aveva svolti già da molto tempo provando a candidarsi, come ogni volta, anche nel 2009 in sostegno a Flavio Delbono ma venne allontanato dal partito per le troppe pretese da “senatore” (voleva essere messo nei primi posti in lista). Insomma una carta d’identità da politico non così nascosta!
Ma possibile che “i grillini” non se ne siano accorti a tempo debito prima di redigere la lista dei candidati per il movimento di Bologna?
Viste le buone previsioni dei sondaggi, il movimento dovrebbe superare il quorum ed eleggere alcuni consiglieri. Probabilmente uno di questi sarà proprio Filippo Boriani che è già un personaggio noto e raccoglierà sufficienti preferenze a discapito degli altri anonimi cittadini in lista.
Verrebbe ironicamente da dire che ora capiamo il vero senso del manifesto del movimento Grillo che così titola “Svegliamoci-Ora tocca a noi”. In realtà non è rivolto ai cittadini ma al movimento stesso che non si è svegliato in tempo per evitare questa doccia fredda!
Cosa succederà adesso? Nonostante qualcuno gli possa chiedere le dimissioni, come nel caso di Lassini, Boriani correrà comunque con gli altri candidati per un posto di consigliere. Una volta eletto siamo sicuri che non farà, come già in passato, la parte dello “Scilipoti”, cioè del “politico col pelo sullo stomaco” e dal movimento Grillo non passerà al gruppo misto del Consiglio Comunale o a qualche altro partito?
Ironia della sorte ora toccherebbe a Grillo svegliarsi e ricordarsi di aver scritto che “ogni candidato si impegna a rimettere il mandato elettorale ricevuto, nel caso in cui, nel corso del suo svolgimento perda o si dimostri non abbia posseduto fin dall’origine uno o più dei requisiti minimi sopra descritti.”
Romano Prodi ha dichiarato ieri che “l’Ulivo è morto”. Bisognava pur dirlo ma anche aggiungere Boriani è vivo e lotta insieme a noi!